Dores Sacquegna

Territori di confine: Lumière & Texture

 

 

 

 

 

 

 

La mostra “Territori di confine” è suddivisa in due sessioni complementari fra loro: Texture e Lumière. Unire queste due polarità legate al segno, al gesto e all’utopia, significa prendere coscienza del processo di perdita per riformulare l’utopia della comunicazione. Il territorio del segno, della traccia o della luce è da una parte linguaggio dell’introspezione, dell’analisi, della memoria, dall’altro è subordinato ad un valore formale e spaziale anche in rapporto sinestetico con la luce e l’ombra, con l’ordine ed il caos.Texture, indica una composizione grafica nella quale i segni visivi sono disposti in modo tale da formare una superficie equilibrata tra pieni e vuoti, tra disegno e fondo, tra negativo e positivo, tra concavo e convesso, tra lucido ed opaco, tra liscio e ruvido, tra naturale ed artificiale, tra rigido e morbido, tra ordine e disordine.Lumiére, è il mondo della luce e dell’ombra, della fisicità sublimata che stabilisce il rapporto tra i cicli di veglia e di sonno, di materiale ed immateriale,di interno ed esterno.Territori di confine, appunto, territori ipersensibili, gestuali, luminosi, territori in cui la materia è l’anima dell’arte di chi idea, plasma, modella, costruisce. Tra gli artisti in mostra non mancano i nomi affermati del pugliese Giulio De Mitri, del romano Carlo Bernardini, degli americani Gina Fuentes Walker e Jonathan Prince, dell’egiziano Gorge Fikry, presentato all’ultima Biennale di Venezia nel Padiglione egiziano. Tra gli altri artisti in mostra le opere di Paola Adornato, Jordi Aguilar Munõz (spagna) Nicola Bettale, Giorgio Carluccio, Adriano Caverzasio, Angelo De Francisco, Luigi Di Guglielmo, Eva Koethen(germania) Milena Jovicevic Popovic (Montenegro) Dario Manco, Mauro Mencucci, Vítor Mejuto (spagna) Susanne Moxhay (uk) Dominique Pellen (francia) Mario Rossi, Giuseppe Summa.