Dores Sacquegna

Natura Selvaggia

 

Si inaugura sabato 19 Febbraio alle ore 19:00 la mostra d‟arte contemporanea NATURA SELVAGGIA a cura di Dores Sacquegna. La natura incontaminata, nella sua affascinante bellezza e gli animali che la popolano, sono il punto di partenza di tutti gli artisti coinvolti, ciascuno con il proprio stile personale, pronti a proporre il loro punto di vista. Tra parchi, savane, foreste, riserve, fiumi, la mostra fa rivivere dal Nord al Sud del mondo il paradiso inesplorato che ci circonda e l‟habitat naturale degli animali selvatici, delle mandrie di bufali di Elizabeth Levin, alle famiglie dei gorilla di Sergio Gotti, dai pellicani che troneggiano nell‟acqua di Pinar Selimoglu, ai lupi solitari di Chris Rodriguez, o al quel numero infinito di piccoli insetti che la popolano nelle foto di Nicole Hametner. Sulla natura allo stato brado le foto di Vivien Schmidt.

Il concetto di „selvaggio‟ è certamente una costruzione culturale, basata sul presupposto che l‟umanità sia separata dalla Natura. La società occidentale ha cessato da lungo tempo di vivere in armonia con l‟ambiente. La Natura è divenuta una comodità da essere usata e abusata a piacere. Ciò che un tempo non era „umanizzato‟ era considerato selvaggio, indomato e minaccioso. Durante l‟età del progresso, la modernità portò con sé un pronunciato dualismo che esasperò il contrasto tra l‟umanità e la Natura, tra l‟ordine e il caos. Lo sfruttamento delle risorse naturali provocò un enorme aumento della popolazione che portò ad un conseguente aumento dell‟urbanizzazione, dello squallore, dell‟inquinamento e della distruzione dell‟ambiente naturale. L'avvicinamento alla natura selvaggia può, quindi, favorire un recupero della propria identità, di quanto si è perso e dell‟importanza e del rispetto della biodiversità del territorio e degli animali che la abitano. Sull‟architettura organica che promuove l‟armonia tra l‟uomo e la natura le fotografie di Sarah Girner, che mostra attraverso l‟integrazione di costruzioni (case, arredi, etc), la creazione di un nuovo sistema in equilibrio tra ambiente costruito ed ambiente naturale, anticipato dal maestro fondatore Frank Lloyd Wright nel 1939.

 

Milena  Jovicevic porta in mostra una serie di cartoline di grandi città come Parigi, Roma, New York, rilevando la debolezza della città contemporanea, minacciata da nemici esterni e oscuri devastatori. Le città rappresentate sembrano disgregarsi in corsi d‟acqua come in un racconto biblico o emergere da cretti vulcanici.

La natura dei sofisti introduce la concezione di uno stato di natura dove il comportamento dell'uomo non differisce da quelli degli altri esseri naturali basati su istinti primordiali che l'uomo conserva nonostante le diversità culturali acquisite nel tempo. Nel caso del “Trofeo” di Massimo Ruiu, una siluette di lupo nero è al centro della pelle, e qui emerge l‟affermazione sull'uomo come "animale politico" come oggettivazione del legame tra legge e natura. Sulla natura tra occidente e oriente, i totem arcaici di Polyxene Kasda, nati come mantra per la rigenerazione della natura per recuperare l‟antico rapporto tra corpo e spirito. Nella natura, c'è una trama segreta di influssi misteriosi che l'uomo, proprio perché microcosmo che riflette in sé il macrocosmo, può penetrare poiché egli è sostanzialmente affine alla natura come lo dimostra nelle immagini di Jean Peterson. Sulla concezione democrita della natura che è pura materia, la scultura in ferro “L‟albero dell‟infinito” di Salvatore Sava, un aggregazione di atomi composti da molti cerchi e simboli magici che si incastrano e formano la struttura di un albero che svetta verso l‟alto. Corpi definiti della realtà percepibile e il loro disgregarsi sembra quasi restituire alla natura stessa i suoi elementi di base, in una fenomenologia puramente meccanicistica che non ha bisogno di null'altro per verificarsi. Porzioni di cielo, di terra e di mare nelle opere di Kumiko Tamura, Elinore Bucholtz e Krister Paleologos.

Iginio Iurilli, pone l‟accento su tematiche ecologiche attraverso una espressività tridimensionale che lo porta a realizzare già dai primi anni‟90 opere di scultura e bassorilievi in legno intagliato e terracotta, ricoperti di sale o di polvere di marmo o di sabbia di deserto e i grandi ricci e i fiori marini. Affascinato dal blu Giulio De Mitri, che in tutti i suoi lavori (installazioni, light box, fotografia e video) è sempre costante la ricerca sulla luce. Nell‟installazione luminosa “Battito d‟Ali”, l‟artista recupera con sofisticate elaborazioni digitali il rapporto uomo-natura, grazie ad una operazione di alchimia moderna nelle variazioni monocromatiche del blu. Una farfalla al centro di una coppa in bronzo che si proietta verso l‟alto..un blu che rappresenta il cielo e il mare.

La mostra si snoda in un percorso di opere fotografiche, pittura, video e installazioni e affronta le tematiche relative al concetto di selvaggio, attraverso il confronto con la natura, permettendo all'uomo di conoscere e non perdere di vista i propri limiti e, di conseguenza di comprendere fino a che punto ci si può spingere nella propria esistenza.

ARTISTI: Elinore Bucholtz (Usa), Giulio De Mitri (Taranto), Sarah Girner (Usa), Sergio Gotti (Roma), Polyxene Kasda (Atene), Tamura Kumiko (Giappone), Nicole Hametner (Svizzera), Iginio Iurilli (Bari), Elizabeth Lewin (Usa), Krister Paleologos (Svezia), Jean Peterson (Usa), Milena Jovicevic (Montenegro), Chris Rodriguez (Usa), Massimo Ruiu (Bari), Salvatore Sava (Lecce), Pinar Selimoglu (Turchia), Vivien Schmidt (Usa).

 

 

 

 

 

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